Chiara Battistoni: La concorrenza fiscale come strumento di innovazione politica
Perché la Svizzera vola
Ci fu un tempo in cui la compagnia di bandiera dell'epoca, Swissair, fu la prima società del settore a delocalizzare in India i propri servizi amministrativi; c'è un tempo, quello presente, in cui aziende del calibro di Yahoo abbandonano la piazza di Londra e scelgono Ginevra come sede del proprio quartiere generale. E non è affatto un caso isoalto: da Londra se ne è andata anche Electronic Arts, società che produce video giochi, che ha scelto Zurigo, così come Google che nella città svizzera ha deciso di collocare il proprio "headquarter" europeo. E' un fenomeno in costante ascesa che ha una sola spiegazione; la Svizzera è un paese straordinariamente competitivo sul piano fiscale, che sa offrire condizioni fiscali davvero attrattive. La Svizzera, tuttavia, ha un vantaggio in più rispetto ai molti altri paesi che offrono condizioni fiscali simili per le imprese; rispetto agli altri, la Confederazione può contare sulla concorrenza fiscale interna, conseguenza dell'autonomia politico-fiscale insita nel federalismo rossocrociato, principio irrinunciabile che fa della Svizzera uno degli stati più competitivi e performanti al mondo.
La concorrenza fiscale, infatti, è il cuore del federalismo elvetico, una condizione vitale per la Confederazione che contribuisce a contenere la rapacità dello Stato centrale e locale, impedisce la costituzione di cartelli fiscali e soprattutto si dimostra strumento di scoperta, che stimola l'innovazione politica e la sperimentazione di soluzioni nuove. Avete letto bene: in Svizzera, la concorrenza fiscale (che a casa nostra suona ancora come una sorta di bestemmia) è il motore dell'innovazione politica, tanto che lo scorso 24 febbraio i cittadini sono stati chiamati a esprimere la propria opinione sulla nuova riforma dell'imposizione delle imprese, accettata dal 50,5% dei votanti, che ha portato all'attenuazione della doppia imposizione degli utili distribuiti dalle imprese. Nonostante ciò gli esperti sono già al lavoro per studiare una semplificazione radicale dell'imposta sul valore aggiunto, che permetta di passare dagli attuali tre scaglioni di aliquote a un'aliquota unica. In esame, ci sono poi riforme a lungo termine, tra cui l'adozione della flat tax (Obvaldo insegna) e l'imposta duale sul reddito (cioè il trattamento fiscale differenziato per il reddito da capitale e da lavoro).
In particolare, a fine febbraio, il consigliere federale Hans-Rudolf Merz ha istituito i gruppi di lavoro incaricati di elaborare soluzioni migliorative delle condizioni quadro fiscali per le famiglie e le imprese, con l'obiettivo strategico primario di migliorare la posizione della Svizzera nel quadro della concorrenza fiscale internazionale. (fonte: www.admin.ch). Il gruppo che si occupa della concorrenza fiscale internazionale, i cui risultati sono attesi per l'autunno 2008 e in cui sono rappresentati i Cantoni, si impegnerà a elaborare e concretizzare gli obiettivi di un'ulteriore riforma dell'imposizione per le imprese, senza per questo intervenire direttamente sui regimi tributari cantonali. Il gruppo "riforma dell'imposta sul valore aggiunto", invece, lavorerà alla semplificazione dell'attuale sistema. In gennaio il Consiglio Federale, infatti, ha già dato mandato al Dff di elaborare un proposta di revisione dell'attuale legge per applicare un'aliquota unica pari al 6,1%, in grado di rafforzare la piazza economica svizzera, incentivandone la crescita e agevolando le imprese.
Ma concorrenza fiscale significa anche cittadino protagonista. Lo scorso 1 agosto, in occasione della festa nazionale, il consigliere federale Hans Rudolf Merz ricordò: "Al federalismo dobbiamo la sana concorrenza fiscale tra i Cantoni. Le autorità sono costrette a trovare la combinazione ottimale tra un'offerta adeguata di prestazioni pubbliche e una bassa pressione fiscale. In ultima analisi sono dunque i cittadini a decidere il moltiplicatore d'imposta e le uscite. In questo modo garantiamo un onere fiscale giusto e i Cantoni e la piazza imprenditoriale conservano la propria attrattiva".




































