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Capezzone: Campania, peggio del “vino al metanolo”. Il Governo che fa?

mozzarella_prod.jpgEra il 1986 quando si aprì, e poi deflagrò, il caso del "vino al metanolo". Tutti ricordano i fatti: una frode alimentare perpetrata attraverso una sostanza altamente tossica (il metanolo, appunto); il tentativo, da parte di alcune aziende vinicole, di mettere sul mercato prodotti a costi particolarmente bassi; 19 persone morte; un'altra ventina di casi di consumatori colpiti da danni gravissimi (cecità, ad esempio); una valanga di altre persone più o meno pesantemente intossicate. Ma, oltre a questo tragico bilancio, si aprì una pagina apocalittica sul piano del commercio estero, per il vino italiano, e anche, di riflesso, per tutta la nostra filiera agroalimentare.

 

Ci volle una buona dozzina di anni per risalire la china, ed è stato un grande merito delle nostre aziende vitivinicole essere state capaci di un eccezionale recupero di competitività.

 

Venendo all'oggi, credo che in troppi stiano sottovalutando i pesanti segnali che giungono da Corea del Sud e Giappone rispetto alla mozzarella campana. E' evidente che occorre cautela, così come è palese - nessuno è nato ieri - che esistono altri Paesi che sarebbero ben lieti di sottrarre fette di mercato all'agroalimentare italiano.

 

Ma deve essere chiaro che l'Italia, dopo la catastrofe ecologica dei rifiuti in Campania, rischia di vedere materializzarsi una catastrofe economica, che è già squadernata sul piano del turismo, e che ora rischia di trasferirsi in modo devastante nell'agroalimentare.

 

Che stanno facendo Prodi, Pecoraro, De Castro, Bassolino, Jervolino? Quali le misure d'urgenza messe in campo dal Governo, primo responsabile del disastro dei rifiuti in Campania? Se ne ha notizia?

Posted on mercoledì, marzo 26, 2008 by Registered Commenter[redazione] in | Comments Off

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