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    lunedì
    19mag

    Capezzone: Anche la Rai al centro del dialogo

    rai_cavallo2.jpgda Ideazione.com

    Rai e riforme: sembra questo il terreno privilegiato del dialogo positivamente avviato venerdì scorso da Silvio Berlusconi e Walter Veltroni. Per un verso, quindi, un comune impegno ad ammodernare la macchina istituzionale del Paese, e (anche sotto il doppio impulso dei referendum elettorali e delle imminenti elezioni europee) a rivedere i meccanismi elettorali, spingendo sull'acceleratore bipartitico.

    Gli italiani - ormai è chiaro - vogliono un sistema centrato su due grandi partiti pronti ad alternarsi al governo: tutto il resto, e in particolare le vecchie logiche di ricatto e di interdizione, deve essere messo in archivio. Per altro verso, l’impegno a non trasformare la questione delle nomine Rai nella consueta resa dei conti, ma a compiere un’operazione seria, non predatoria, che valorizzi alcune professionalità, indipendentemente da orientamenti e appartenenze. Eppure, c’è una terza “riforma senza spesa”, un ulteriore intervento a costo zero che proprio le reti radiofoniche e televisive (e per altro verso la carta stampata) potrebbero portare a compimento, dando un grande aiuto non solo a Pdl e Pd, ma soprattutto ai cittadini. Sarebbe una piccola ma decisiva rivoluzione se si iniziasse a “tematizzare” i dibattiti.

    Non più - insomma - le due “squadre” (tre poltroncine da una parte dello studio televisivo, e tre poltroncine dall'altra) chiamate a discutere di tutto (cioè a bisticciare in modo generico e inconcludente), ma una maggiore presenza di confronti tra un esponente di maggioranza e uno delle opposizioni convocati a dibattere su un tema preciso: tasse, lavoro, giustizia, riforme, sanità, e così via. Solo così governo e maggioranza sarebbero positivamente “inchiodati” a dare conto delle loro iniziative, e solo così l’opposizione sarebbe a sua volta costretta a contrapporre ricette credibili e non fumose. Chissà che qualcuno non voglia provarci.


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