Le dismissioni immobiliari possibili


Dopo un decennio di attività molto intensa, caratterizzata dalla privatizzazione di gruppi operanti nei più diversi settori - dalle telecomunicazioni all'energia, dalle banche alle assicurazioni – il processo di dismissione di assets del settore pubblico italiano ha subito una battuta d'arresto.
Secondo alcuni il "modo" con cui si è privatizzato in passato ha in parte deluso, secondo altri nel perimetro dello Stato è rimasto ben poco da cedere ai privati.
In realtà molto resta ancora da fare. La retorica delle "valorizzazioni" del patrimonio ha fallito. Ci ritroviamo con un debito monstre da 1.700 miliardi di euro e interventi micro di cessione di assets non hanno effetti sostanziali sulla riduzione del debito. Le amministrazioni pubbliche hanno circa 1.600 miliardi di euro di attivo, 600 sono teoricamente "disponibili" per la vendita, qualora si scegliesse la strada di una vera "rivoluzione liberale".
Una parte fondamentale degli assets teoricamente valorizzabili è di proprietà di enti territoriali.
Cento miliardi di debito in meno equivalgono a 5 miliardi di interessi in meno all'anno, ovvero circa 1,2 punti di tassazione.
Bisogna riavviare il circolo virtuoso, meno debito = meno interessi = meno tasse = più crescita economica.
Con questo convegno svoltosi il 12 dicembre 2007 a Roma, al quale sono intervenuti esperti ed operatori del settore, Decidere.net ha voluto riaprire il dibattito sulle privatizzazioni in generale e sulle possibilità di dismissione offerte dalle enormi proprietà possedute dallo Stato, spesso malgestite, quasi sempre inefficienti.
L'obiettivo di tali dismissioni dovrebbe essere quello di non svalutare gli assets ceduti, pur nella necessità di reperire risorse in tempi brevi. Una riflessione dalla quale potrebbero scaturire anche concrete iniziative parlamentari.
Le ipotesi che Decidere.net intende approfondire riguardano: il "ritorno alle privatizzazioni"; una "legge obiettivo" per le cessioni; una procedura per cui valga il principio "un bene, un rendimento"; "più aiuti, meno case"; con aiuti per le famiglie (detassazione e contributi) e agevolando l'acquisto (defiscalizzazione degli oneri transazionali per l'acquisto, prestiti d'onore).
Decidere.net sta continuando ad approfondire gli elementi già accennati e si propone in tempi brevi di fornire una proposta organica per ridurre il debito.

Documenti


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Conferenza [mp3]

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Introduzione Salvatore Abbruzzese, Workgest - Decidere.net





Antonio Galdo



Renato Giallombardo, Gianni, Origoni, Grippo & Partners



Matteo Del Fante, Direttore Finanza Cassa Depositi e Prestiti



Michele Cibrario, Amministratore Delegato BNL Fondi Immobiliari Gruppo PARIBAS



Massimo Locicero, economista e ordinario di EconomiaUniversità di TorVergata



Enrico Cantarelli, Managing Director Head of Public Sector Italy Royal Bank of Scotland



Daniele Capezzone, fondatore Decidere.net



Domenico Tulli, Gianni Origoni, Grippo & Partners



Marco Leone, Managing Director AEDES BPM Real Estate SGR



Paolo Mazzanti, Presidente Associazione Riduzione del Debito Pubblico



Alessandro Carpinella, Senior Manager KPMG Advisory S.p.A. Financial Sector




Conclusioni Salvatore Abbruzzese