f.punzi | Comments Off | L'Europa potrà non apprezzarlo, ma la genetica sta cambiando l'agricoltura
lunedì, marzo 3, 2008 Rassegna a cura di Hripsimé Pagliarini
The Economist (21 febbraio 2008)
L'Europa potrà non apprezzarlo, ma la genetica sta cambiando l'agricoltura
Per una decade l'Europa ha respinto gli sforzi nella biotecnologia promossi da aziende quali l'americana Monsanto per ottenere raccolti geneticamente modificati. Nonostante le ricerche scientifiche riguardo i cibi OGM li abbiano scagionati da qualsiasi possibile rischio per la salute dei consumatori e la World Trade Organisation (WTO) abbia proibito qualsiasi forma di ostacolo all'importazione nell'Unione europea, molti cittadini europei devono ancora provarli.
La situazione potrebbe però presto cambiare secondo Ian Ferguson, magnate della Tate & Lyle, un gigante dell'alimentazione: "Siamo ad un momento storico in cui la tecnologia OGM è divenuta un fattore vitale", ha affermato la settimana scorsa. Ferguson, che è anche alla testa dell'inglese Food and Drink Federation, sostiene che, visto il gran numero di esportatori che hanno adottato gli OGM, sta diventando costoso evitarli. Copa-Cogeca, una lobby agricola, lo scorso fine settimana ha avvertito che l'aumento dei costi di nutrizione potrebbe distruggere l'industria di bestiame europea, a meno che il divieto sugli OGM non venga revocato.
Nel frattempo, i ministri dell'agricoltura europei non sono riusciti a prendere alcuna decisione sull'importazione di mais e patate geneticamente modificati; la decisione sarà ora presa dalla Commissione europea, che protende più verso un sì. Se sarà così, sarà una vittoria per Monsanto. Ma la ditta sta già assaporando una vendetta ancora più dolce, un grande successo commerciale. Ci sono stati tre anni di crescita delle rendite e dei profitti e il 12 febbraio le previsioni sui profitti per l'anno fiscale si sono alzate due volte nel giro di due mesi. Monsanto ha avuto un profitto di 993 milioni di dollari nell'anno fino ad agosto, mentre sulle rendite di 8,6 miliardi. L'esplosione globale del commodity price è di aiuto, ma Bret Begemann, un dirigente della Monsanto, afferma che sono i progressi nel campo delle tecnologie OGM ad attirare i prezzi e aiuteranno a raddoppiare i profitti da qui al 2012.
La prosperità dell'impresa è stata spinta dal successo degli OGM fuori dall'Europa. Un nuovo rapporto dell'International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications (ISAAA), un'associazione no profit che segue le tendenze industriali, traccia l'incredibile ascesa che negli ultimi 12 anni hanno ottenuto gli OGM. L'area di coltivazione è cresciuta del 12% soltanto l'anno scorso. Gli USA sono primi nella lista, ma c'è un rapido sviluppo in Argentina, Brasile, India e Cina. Thomas West, della pioniera Hi-Bread, una divisione della DuPont, asserisce che l'Europa dovrebbe salire a bordo, perché "il treno sta per lasciare la stazione". Secondo Cropnosis, un'azienda di consulenza industriale, il mercato dell'agricoltura biotecnologica si è ampliato dai circa 3 miliardi nel 2001 agli oltre 6 nel 2006, e ci si aspetta il raggiungimento degli 8,4 nel 2011. Hans Kast, capo esecutivo della tedesca BASF Plant Science, prevede il raggiungimento di ben 50 miliardi di dollari nel 2025, quando una nuova generazione di OGM entrerà nel mercato.
Se riusciranno ad adempiere alla promessa, inoltre gli OGM offriranno la possibilità di risolvere il problema della fame, fornendo un prodotto di più alta qualità che richiede meno acqua, energia e fertilizzanti. Il mais e la soia di Monsanto sono stati geneticamente modificati per essere resistenti alle sostanze erbicide e pesticide, rendendo più facile agli agricoltori controllare gli insetti senza danneggiare il raccolto. Le ragioni che lasciano prevedere un futuro luminoso per gli OGM non riguardano comunque solo i benefici per gli agricoltori, sottolinea West, ma soprattutto per i consumatori, in particolare in previsione dell'arrivo della seconda generazione.
Come esempio West prende il suo olio di soia, che è previsto uscire sul mercato nel 2009. Tramite la modificazione genetica i suoi ricercatori sono riusciti a perfezionare l'olio di soia perché abbia un sapore migliore, sia più sano e non produca grassi durante la cottura. Potrebbe una tale innovazione persuadere anche la scettica Europa? La prima generazione di OGM non è riuscita nella battaglia contro gli attivisti. Ma il prodotto futuro promette cose che il consumatore vuole, come un cibo più salutare e che vada incontro a problemi importanti per gli europei, quali l'obesità ed i cambiamenti climatici.
Interessante al riguardo, questo studio pubblicato sulla rivista scientifica "Archives of Environmental Contamination and Toxicology" che ha analizzato i risultati dei test sulla sicurezza sottoposti dalla Monsanto alla Commissione europea e ha concluso che il mais geneticamente modificato MON863 non può essere considerato un prodotto sicuro.
Per i più scettici, come la sottoscritta, un approfondimento sugli OGM in formato pdf a cura dell'Associazione Nazionale Biotecnologi. La tesi opposta è sostenuta sul sito dell'Aiab (Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica).
Inoltre, un comunicato stampa sull'edizione 2008 del rapporto degli Amici della Terra Internazionale la cui conclusione è che gli OGM commercializzati attualmente hanno aumentato globalmente l'uso di pesticidi tossici invece di diminuirlo.
f.punzi | Comments Off | 














