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    11mar

    Il Riformista – Lettere: Un’Italia da fratelli Coen

    (Il Riformista, 11/03/2008)

    Caro direttore,
    della nostra Italia si potrebbe dire, parafrasando il titolo del film dei fratelli Coen che ha vinto l`Oscar, che non è un paese per Thatcher. Né per Blair. Insomma, che non è un paese per liberali, a sinistra come a destra.

    Se infatti, nel programma del Pd, dietro il nuovo approccio sul fisco c`è poco o nulla di blairiano e liberale (su pensioni, giustizia, università, servizi pubblici locali, pubblica amministrazione e mercato del lavoro), per nulla thatcheriane suonano le sirene berlusconiane e tremontiane. Per non parlare delle liste, dove trovano posto le "novità" Ciarrapico e Bittarelli e non un Capezzone. Se, dunque, la sinistra italiana, per la sua arretratezza e l`allergia alle politiche liberali, sia nella versione blairiana che scandinava, rappresenta un`anomalia tra le grandi democrazie occidentali (forse solo i socialisti francesi sono messi peggio), anche il Pdl con l`impronta anti-liberista di Tremonti e le concessioni di Berlusconi allo statalismo si avvia a rappresentare un`anomalia nel panorama dei partiti di centrodestra europei (tranne, forse, solo il già citato caso francese) e dei Repubblicani negli Usa. Cordiali saluti

    Federico Punzi e-mail


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