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Avvenire - «Boicottiamo Pechino 2008», idea bipartisan

di Marco Iasevoli (Avvenire, 16/03/2008)

Per tutti o quasi, dall`estrema destra all`estrema sinistra, l`arma più pressante per far cessare la repressione del governo cinese in Tibet è la minaccia di boicottare le Olimpiadi. Solo il governo uscente, pur chiedendo in accordo con l`Unione europea «di porre fine alle uccisioni e di avviare il dialogo», frena sull`eventualità di disertare i giochi: «È un`idea - spiega il ministro degli Esteri Massimo D`Alema - che serve solo a dividerci e a fare confusione».

Ma lo stesso vicepremier, continuando il suo ragionamento, ammette: «Chi sta per organizzare una manifestazione del genere non può macchiarsi della repressione di cittadini inermi». A fronte delle «drammatiche e intollerabili» condizioni dei monaci tibetani, D`Alema ha ricordato che «il Dalai Lama è su posizioni ragionevoli: lui chiede autonomia, non indipendenza».

Se l`esecutivo mantiene un profilo prudente, già diversi esponenti del Pd, in giornata, hanno considerato «realistica» l`ipotesi di saltare i giochi estivi. E il candidato a premier, Walter Veltroni, si è augurato che «la strada del riconoscimento dei diritti del popolo tibetano, come di quello birmano, venga imboccata presto dalla comunità internazionale e dalla Cina». A destra il fronte si arricchisce anche della polemica contro il regime comunista.

Se ne fanno portavoce Sandro Bondi e Daniele Capezzone parlando di «rischio mattanza», i colonnelli di An e il Dca Gianfranco Rotondi. Sempre nel Pdl, Margherita Boniver ha chiesto di «prendere atto che il boicottaggio potrebbe essere un`arma vincente». Una delle prime voci a levarsi contro la partecipazione italiana a Pechino è stata
quella di Daniela Santanché, che ieri ha incalzato: «Da oggi ci mobilitiamo per ritirare la delegazione, la nostra bandiera non si confonda con chi fa scempio dei diritti umani». Il leghista Roberto Calderoli si scaglia invece contro «il silenzio assordante della comunità internazionale: forse sotto i piedi dei monaci non c`è il petrolio...».

Per 1`Udc-Rosa bianca, Rocco Buttiglione, prospettando anch`egli il boicottaggio, ricorda che «ancora una volta la religione è veicolo di libertà». Italia, Ue e Onu, ribadiscono Luca Volontè e Mario Baccini, «non stiano a guardare». I centristi ricordano poi le altre aree in cui c`è oppressione verso le religioni. Molto critica verso Pechino anche la Sinistra arcobaleno. Il candidato premier Fausto Bertinotti chiede che «le responsabili istanze del Dalai Lama vengano assunte dalla comunità internazionale». Proprio oggi Sa e radicali (Pannella e però dubbioso sull`utilità delboicottaggio) sfileranno presso l`ambasciata cinese a Roma. Lancia un appello il leader Mcl Carlo Costalli: «Facciamo sentire la nostra voce. Tenere lì le Olimpiadi significa avallare la violenza».

Posted on domenica, marzo 16, 2008 by Registered CommenterFritz in | Comments Off

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