Fritz | Comments Off | Il Riformista - Tremonti prepara il piano, Visco critica la detassazione (e se stesso)
martedì, maggio 20, 2008 di T.Mastrobuoni (Il Riformista, 20/05/2008)
Sotto l`ombra del Vesuvio e di montagne di munnezza si riunirà domani a Napoli il primo Consiglio dei ministri del nuovo governo. All`ordine del giorno ci sarà anche il pacchetto fiscale che manderà per sempre in soffitta l`lei sulla prima casa e che provvederà a tagliare le tasse sugli straordinari.
Nel dettaglio, l`intervento sugli straordinari dovrebbe riguardare i redditi al di sotto dei 35 mila euro (in via sperimentale, fino alla definizione della prossima Finanziaria, poi il tetto sarà ridefinito) e introdurre un`aliquota netta del 10 per cento, con franchigia sotto i 5000 curo. Il piano costerebbe quattro miliardi di euro circa che verrebbero reperiti attraverso un`ambiziosa riduzione della spesa nei ministeri (una delle ipotesi è un taglio orizzontale del 20 per cento su tutti i capitoli delle uscite) e una sforbiciata alla deducibilità degli interessi passivi per le banche e le assicurazioni, che secondo calcoli del Tesoro garantirebbero maggiori introiti per un miliardo di euro circa.
Restano le polemiche sul provvedimento avanzate dai sindacati, sia sul versante del "grande escluso" dagli sgravi sugli straordinari, il settore degli Statali, sia sull`utilità stessa della misura, che come ha ribadito ieri il leader della Uil, Angeletti, "non aiuta ad aumentare la produttività", che resta invece «il nostro problema principale». Oggi è previsto l`incontro a Palazzo Chigi tra governo e sindacati e anche Raffaele Bonanni, segretario generale Cisl, ha anticipato ieri che proporrà «un nuovo patto sociale per favorire la crescita sostenendo in primo luogo i redditi di lavoratori e pensionati per far ripartire la domanda interna ed i consumi». La posizione della Cgil, la più critica sull`ipotesi di una riduzione delle imposte sugli straordinari, è nota: avrebbe preferito dirottare le risorse su interventi a favore dei lavoratori dipendenti come le detrazioni.
Quanto all`esclusione dei pubblici, il ministro della Funzione Pubblica, Brunetta, sta negoziando con il Tesoro un`eccezione per le Forze dell`ordine, ma sta sfumando l`ipotesi emersa nei giorni scorsi di concedere gli sgravi anche agli statali del "front office", quelli in contatto diretto coni cittadini.
Un`altra novità interessante è l`intervento dell`ex viceministro dell`Economia, Vincenzo Visco, sul tema, apparso su noisefromamerika.org. Lo spunto, un intervento di Alberto Lusiani, un ricercatore in Fisica sperimentale con «interessi amatoriali per storia e storia economica, economia, politica, federalismo, linguistica, studio del disastro politico e sociale chiamato Italia», come si audefinisce sul sito. Lusiani «per la prima volta nella vita» si dice d`accordo con la Cgil, «contro tutti». E spiega con dovizia di dettagli tecnici perché gli sgravi sulla «elevata» pressione fiscale che colpisce sulla componente extra del lavoro fanno arrivare «ben poco in tasca ai dipendenti meritevoli», per cui «non ci sono incentivi a lavorare di più e meglio». Per non parlare del fatto che la misura allo studio del governo creerebbe «un incentivo mostruoso per le imprese a non assumere nuovi dipendenti», neanche part-time e soprattutto discriminerebbe «chi non accetta o non può fare ore straordinarie», magari per impegni famigliari (ad esempio, moltissime donne). Ma il giovane ricercatore attacca il sistema Irpef nel suo complesso e gli effetti «amplificati dalla recente riforma Visco» : grazie agli assegni familiali le imposte sui redditi producono uno schema che favorisce molto i redditi bassi e si annulla velocemente man mano che lo stipendio sale. Una vera e propria «poverty trap», trappola della povertà, accusa Lusiani: così ai lavoratori «non conviene guadagnare di più», perché si rischiano «aliquote marginali onnicomprensive superiori al 100%».
Visco, che condivide «(quasi) integralmente» l`intervento del ricercatore, ne sottoscrive ad esempio le critiche alla detassazione delle parti variabili del salario che «per di più, non ha una giustificazione economica valida. Per esempio - prosegue - se si desidera, come molti dicono, sollecitare gli incrementi di produttività a livello aziendale, sarebbe per lo meno necessario avere un`idea di come misurare tali incrementi, e nessuno lo sa».
Sul rischio poverty trap, l`ex viceministro si giustifica ricordando che sarebbe oneroso rendere "piatte" detrazioni e assegni familiari: «sarebbero necessari 2 punti di Pll». Ma la considerazione più sorprendente riguarda la progressività del fisco, su cui Visco sembra dare pienamente ragione a Lusiani. Argomentando così: «Il guaio è che la cultura economica della classe dirigente e dei cittadini italiani in generale è assolutamente carente, sicché l`argomento "non è giusto che i ricchi abbiano le stesse detrazioni e gli stessi assegni familiari dei poveri" risulta assolutamente imbattibile e domina la legislazione fiscale e previdenziale da qualche decennio. Tuttora i ministri non economici e soprattutto il Parlamento, ogni volta che è possibile inseriscono sempre nuove, e stravaganti, spese fiscali. Posso garantire per lunga esperienza che è assolutamente impossibile resistere a queste pressioni». Non fatichiamo a crederci.
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