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    Corriere della Sera - Silvio, Walter e le regole da cambiare subito

    di Francesco Verderami (Corriere della Sera, 21/05/2008)

    Quando l`ha incontrato, venerdì scorso, Silvio Berlusconi ha usato l`immagine della «grande volata» parlando di riforme con Walter Veltroni: «È necessaria una grande volata, perché non possiamo andare oltre la prima metà della legislatura». Raccontano che il capo del Pd abbia annuito.

    Berlusconi e Veltroni sono consapevoli di avere non più di due anni e mezzo per cambiare «le regole del gioco». Poi inevitabilmente le tensioni sarebbero destinate ad acuirsi. Perciò bisogna fare in fretta, perciò è importante in questo inizio di legislatura agevolare il dialogo: «D`altronde - come ha spiegato il leader democratico ai suoi - dal voto è emerso che il Paese ci chiede di dialogare». E i sondaggi analizzati nelle ultime ore al Loft confortano la strategia di Veltroni.

    Così, per quanto possa apparire paradossale, al momento sono maggiori le tensioni nel governo che i dissidi tra maggioranza e opposizione. II braccio di ferro sul pacchetto sicurezza alla vigilia del Consiglio dei ministri coinvolge Gianni Letta e Roberto Maroni, mentre il confronto tra il titolare dell`Interno e il suo interfaccia «ombra» Marco Minniti va avanti senza particolari scossoni. Lo scontro sul reato di immigrazione clandestina, per esempio, è solo un modo per preservare la distinzione dei ruoli, non a caso la norma verrà inserita nel disegno di legge. Mentre sul decreto l`intesa di massima c`è, se il ministro ombra del Pd sostiene che il provvedimento «per larga parte riprende il pacchetto Amato».

    Berlusconi è interessato a «evitare conflitti con la Lega» e «contrasti con il Pd». Ma anche con Giorgio Napolitano. Perché il Quirinale ha fatto sapere di essere contrario all`idea che le norme sulle pene e sui nuovi reati vengano inserite nel decreto. Il Cavaliere ritiene quindi che al governo basti lanciare oggi «il messaggio di severità»  con l`atto d`urgenza. II resto sarà dibattuto in Parlamento con il ddl.

    Quel che il capo dello Stato ha tolto sul pacchetto sicurezza, ha dato invece sull`emergenza rifiuti, accettando la proposta del premier di ampliare la squadra dell`esecutivo, con l`istituzione di un sottosegretario ad hoc per i rifiuti. E per il nuovo ruolo, nel gioco di sponda tra palazzo Chigi e il Loft, tra il ministro per l`Ambiente Stefania Prestigiacomo e il suo omologo «ombra» Ermete Realacci, si è fatta strada ieri l`ipotesi di puntare su Bertolaso rispetto alla Contini, «per l`esperienza che il capo della protezione civile ha già acquisito». È un modo per non perdere tempo. E proprio per questo motivo l`opposizione concorda con il governo anche sulla necessità di semplificare le procedure d`intervento, per evitare azioni della magistratura su questioni burocratiche. Ne sa qualcosa De Gennaro, stanco degli intralci
    che ha subito nel lavoro di commissario straordinario.

    L`elenco dei punti di contatto tra governo e Pd è lungo, arriva a comprendere il taglio dell`Ici e la detassazione degli straordinari, che non dispiacciono affatto al Loft. Insomma, sembra davvero sia scoppiata una rivoluzione. Lo testimonia il modo in cui ieri sera, a Ballarò, Veltroni ha citato «Moro e Berlinguer» per difendere le ragioni del dialogo. Dialogo che si sviluppa anche sulle presidenze delle commissioni, e che sta alimentando i sospetti dell`Idv. «Il capogruppo del Pd Soro riferisce il dipietrista Donadi - ci ha assicurato che appoggeranno "senza se e senza ma" il nostro candidato, Orlando, alla guida della Vigilanza Rai. Il punto è che non basta il loro appoggio, servono anche i voti della maggioranza. E non vorrei che...».

    Donadi pensa quel che Casini ha spiegato ai suoi dopo il faccia a faccia tra Berlusconi e Veltroni: «Quei due hanno lasciato filtrare la notizia che non sono d`accordo sulla Rai, mentre secondo me sono già avanti nell`intesa. E vedrete che alla fine il Pd si beccherà la presidenza della Vigilanza». Fuochino. In fondo il Cavaliere è intenzionato ad alimentare i rapporti con quello che chiama «il capo dell`opposizione». E al momento è ricambiato. Come sostiene infatti il democratico Enzo Carra, «se è vero che il Cavaliere non fa nulla che non sia nel suo interesse, per una voltai suoi interessi sono anche i nostri».

    Resta il «problemino» del Comitato parlamentare per la sicurezza, dove a quanto pare - il premier gradirebbe più Parisi che Rutelli. «Voglio farle i complimenti», disse in modo affatto casuale Berlusconi all`ex titolare della Difesa il giorno della fiducia: «Mi hanno detto che il suo lavoro al ministero è stato molto apprezzato. Teniamoci in contatto. La farò chiamare da Gianni Letta». Chissà se è già squillato il cellulare.


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