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    Il Messaggero - Veltroni: giusto il dialogo con Berlusconi. Mi attaccano come Moro e Berlinguer

    (Il Messaggero, 21/05/2008)

    Roma - «Nella storia vengono colpiti sempre gli uomini del dialogo e del riformismo. Ricordo cosa si disse di Berlinguer e Moro ai tempi del compromesso storico».

    Il segretario del Pd Walter Veltroni rivendica la linea del dialogo e del confronto con la maggioranza. Veltroni, ospite ieri sera di "Ballarò", ribadisce che «la politica di odio fa parte di una politica piccola piccola». E dunque e necessario trovare «la convergenza sulle regole del gioco» e, nello stesso tempo, organizzare «una dura opposizione programmatica» in Parlamento. Dopo aver ammesso che la sconfitta del centrosinistra a Roma «mi brucia», l`ex sindaco della capitale torna a parlare delle prospettive del Pd e si dice pronto a ricandidarsi a Palazzo Chigi: «Se ci saranno le condizioni, lo rifarò».

    Il leader dei Democratici ammette un solo errore nell`ultima campagna elettorale: «Ho sopravvalutato l`impatto della gente che tornava convinta in piazza e questo mi ha fatto credere di potercela fare», Detto questo, Veltroni non risparmia una critica ai suoi colleghi di partito e sembra insofferente del dibattito interno al Pd: «Quello che invidio alla destra - osserva citando la "sindrome di Tafazzi" - è che, quando perde, il giorno dopo si rimette al lavoro. Noi invece, quando perdiamo le elezioni passiamo 12, 24 mesi a discutere». Infine una stoccata a Berlusconi: «E` stato premier 4 volte, e se l`Italia è in questa situazione è anche colpa sua. Gli è mancato il senso dello Stato, il senso di fare i cambiamenti che servono all`Italia sul versante della crescita e dell`equità».


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