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Il Foglio – Veltroni prepara il governo ombra e aspetta l`editore ombra dell`Unità per allontanare l`ombra di D’Alema

(Il Foglio, 08/05/2008)

Roma. Un passo indietro e due avanti. Così Walter Veltroni si prepara a rispondere agli attacchi, che sente arrivare dall`interno e dall`esterno: dalla mobilitazione delle correnti dentro il Pd alle critiche sempre più dure al "modello Roma" che arrivano da giornali e tv.

Dopo una difficile riunione con i coordinatori regionali, due giorni fa, il segretario del Pd ha accantonato la minaccia di un congresso vero e proprio (con nuove primarie), ripiegando sulla proposta di un congresso "tematico". E annunciando solennemente, con l`occasione, l`apertura del "tesseramento". Questo non significa, però, che Veltroni finora sia rimasto a guardare la rinascita delle correnti e il moltiplicarsi delle loro iniziative, come dimostra l`emergere, proprio in questi giorni, di una nuova cordata per l`Unità, guidata dal presidente della Sardegna Renato Soru. Una novità che certo non è estranea all`iniziativa del segretario.

Se la trattativa tra Soru e gli attuali editori dell`Unità andrà a buon fine, alla formazione del governo ombra - in cui dovrà operare un sapiente riequilibrio dei poteri e delle responsabilità con le diverse componenti del suo partito – Veltroni potrà dunque affiancare una postazione che nei rapporti di forza interni al partito vale ben più di un ministero vero e proprio. Se poi si considerano i solidi rapporti tra Soru e l`editore del gruppo Espresso-Repubblica Carlo De Benedetti, già autonominatosi "tessera numero uno del Pd", si può dire che al governo ombra si affianca anche l`editore ombra. E che ombra, Nel segretario resta tuttavia una certa preoccupazione per il clima da mobilitazione generale che sembra percorrere tutte le diverse aree del suo partito.

Non si tratta solamente della riunione con cui due giorni fa Massimo D`Alema ha raccolto una cinquantina di parlamentari sotto le insegne della fondazione Italianieuropei. Certo l`iniziativa non gli è piaciuta ("Se ci rattrappiamo nelle parrocchiette è un regresso", ha detto Andrea Orlando, responsabile organizzazione del Pd). E di sicuro non gli sarà piaciuta nemmeno la risposta che ieri D`Alema ha dato in merito a una giornalista del Tg3. "Non è la mia riunione che ha creato le correnti - ha scandito - il Pd è un partito fatto di molte componenti, ed è una cosa visibile nella vita dei partito, a cominciare da come si distribuiscono gli incarichi parlamentari", Il fatto è che la tensione con i dalemiani, ormai, era nel conto. Molto più complicati del previsto, invece, si stanno rivelando i rapporti con i popolari.

Anche Beppe Fioroni ha il suo think tank e la sua rivista ("Quarta fase") e ieri ha annunciato una "seconda Assisi", richiamandosi al convegno che l`anno scorso riunì tutti i cattolici del Pd. "In un grande partito è naturale che le aree si confrontino e si apra un dibattito ha detto Fioroni a commento della recente riunione dalemiana - il confronto arricchisce sempre il cammino di un partito". L`offensiva dei popolari è però più insidiosa, perché mette in discussione i nuovi equilibri su cui Veltroni, all`indomani del ballottaggio romano, ha saldato la sua maggioranza (in asse con popolari e fassiniani), fermando l`avanzata di Pierluigi Bersani (sostenuto da D`Alema) verso la posizione di capogruppo alla Camera. Di qui le voci sempre più insistenti, riportate ieri da diverse agenzie, sulla decisione di "sdoppiare" l`incarico di coordinatore del partito, attualmente occupato da Goffredo Bettini.

Ad affiancarlo, va da sé, dovrebbe essere Fioroni. "A Bettini non è stato comunicato nulla", è l`unico commento che arriva da parte dei collaboratori, alle sette di sera passate. Ma poco dopo, dal loft, arriva la precisazione, sia pure ufficiosa: "Bettíni non si tocca, né si affianca, né si commissaria". Alle tensioni interne si aggiungono le critiche che arrivano dall`esterno, con il "modello Roma" che in due giorni finisce prima al centro di una puntata di Report (il deputato Roberto Morassut, assessore all`urbanistica nella giunta Veltroni, si è detto intenzionato ad adire le vie legali) e poi sul Sole 24 Ore, che si mette a fare le pulci all`ultimo bilancio capitolino. Il problema è che il governo ombra, a quanto pare, non rischia solo di non riuscire a fare da camera dì compensazione delle tensioni, ma rischia persino di esasperarle. Tra le posizioni principali, per ora l`unico nome dato per certo è quello di Piero Fassìno agli Esteri, mentre Pierluigi Bersani ed Enrico Letta sembrerebbero restii ad accettare l`offerta, in attesa di capire quali saranno peso e ruolo effettivi dell`intero organismo.

Chi invece ha tentato di entrarci di sua iniziativa è stato Antonio Di Pietro, intenzionato a prendere la Giustizia, Ma l`ex pm si è sentito opporre un netto rifiuto da Veltroni, sempre meno convinto dell`affidabilità dell`alleato e molto fermo nel rimarcare che "il governo ombra è solo del Pd".

Posted on giovedì, maggio 8, 2008 by Registered CommenterFritz in | Comments Off

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