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Il Messaggero – La lista cambia fino all`ultimo minuto, tra i paletti dei Colle pressing di An

di Marco Conti (Il Messaggero, 08/05/2008)

Roma - «Al Quirinale è andato tutto bene. Non nego che sia stata una sofferenza. Ala sentite gli applausi! Siamo in piena luna di miele». Fazzoletto in mano per asciugarsi la fronte, ieri sera il pruno saluto Silvio Berlusconi lo ha fatto da premier al presidentedel Senato Renato Schifani. Ad accoglierlo davanti palazzo Madama un gruppetto di fan. Prima di entrare nell`ascensore con l`inseparabile Gianni Letta, Berlusconi si aggiusta la cravatta e il doppio petto. Un quarto d`ora di ritardo e un`ora di colloquio con il capo dello Stato, fanno coincidere l`uscita dallo studio davanti le telecamere con l`inizio di Tg1 e Tg5.

Le giornate della «sofferenza» sono terminate e il Cavaliere tira un sospiro di sollievo, ma l`umore per l`ora di colloquio con il capo dello Stato non è dei migliori. Al punto che, davanti le telecamere e in diretta, nelle parole del neopremier non c`è nemmeno il rituale ringraziamento al presidente della Repubblica. Al Quirinale, ieri sera non hanno non potuto notare “la dimienticanza".  Eppure si fa notare che la flessibilità del capo dello Stato è stata ampia e che i tempi rapidi di formazione del governo sono merito anche del Colle. E`ovvio che, come sempre accade, la composizione del governo non delle più facili e che i paletti posti dalla legge Bassanini e ricordati anche ieri da Vapoliiano, non sono piaciuti a Berhusconi.

«Troppo rigido, troppo rigido», lamentava il Cavaliere. Nessun ringraziamento, quindi, percltè alla fine l`elenco dei delusi si è ampliato. Ne sa qualcosa Alaria Vittoria Brambilla che sinno alle cinque di ieri pomeriggio era nell`elenco stampato nero su bianco ali Attuazione del Programa. Poi l`assalto dei tanti che non hanno mai sopportato la coordinatrice dei Circoli. «,Ma dai! Siamo seri», apostrofò tempo. fa Giulio Tremonti sentendo il nome della signora dei Circoli tra i possibili ministri. E così la Brambilla è stata vittima della profezia di Guido Crosetto che qualche tempo fa spiegò che «nessuno può essere tranquillo s ino all`ultimo, perclzè Berl usconi nel viaggio tra via del Plebiscito e il Quirinale dirà all`autista: "trai piano che devo scrivere!». Chissà se la Lancia Thesis scelta ieri dal Cavaliere per salire sul Colle, invece della tradizionale Audi, non sia uva omaggio al nuovo testimonial del made in Italy.

La presenza femminile nell`esecutivo è stata difesa amche dal Quirinale e Berlusconi, se non fossero stati quei "maledetti paletti`; l`avrebbe ancor più ampliata inserendo anche Adriana Poli Bortone che invece ha dovuto cedere il passo ad Andrea Ronchi che Fini ha voluto a tutti i costi ministro, il braccio di ferro con An è durato sino a ieri pomeriggio, una alla fine i piani alti di via della Scrofa l`hanno spuntata, «E` troppo squilibrato, una non vedi che ci sono pochi ministri coli portafoglio. troppi "senza"e pochissimi sottosegretari», è la riflessione che in questi giorni hanno ripetuto più volte al Cavaliere i suoi più stretti collaboratori, Osservazione, fatta anche ieri l`altro dal capo dello Stato, e la promessa di fare il punto in autunno ampliando il numero dei sottosegretari, è appena bastata a convincere Napolitano. Sulla scelta del Guardasigilli il capo dello Stato non poteva invece andare oltre la "moral-suasion” con Angiolino Alfano il premier è convinto di avere sistemato una casella importante, lasciando che la scarsa esperienza del neo Guardasigilli venga compensata dalla tenacia e dai consigli che potranno dargli parlamentai azzurri che da sempre si occupano di giustizia.

Rassicurazioni il Cavaliere le ha dovute dare anche sui ministri della Lega e sulla voglia di Bossi di svolgere un ruolo così impegnativo come le riforme. «Non lo so se resterà a lungo», ha sostenuto il Cavaliere durante il colloquio. L`avvio del suo terzo mandato, Berlusconi lo avrebbe voluto compiere con a fianco tutti i suoi più stretti e antichi collaboratori premiati dopo anni di fatica. Così non è stato per Bonaiuti che, dopo aver dovuto prima cedere il passo a Bondi e poi a Vito. «E` voluto restare con nze», sostiene orci il neopremier che avrebbe voluto anche Gianni Letta carme vicepremier nomina che in vece il Carroccio, e non solo, ha osteggiato sino all`ultimo.

Posted on giovedì, maggio 8, 2008 by Registered CommenterFritz in | Comments Off

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