Il Sole 24 Ore – «Le correnti? Una realtà»
di Lina Palmerini (Il Sole 24 Ore, 08/05/2008)
Il dualismo c`è e ormai si vede tutto. Massimo D`Alema e Walter Veltroni tornano i "compagni di scuola" di una volta e continuano il loro match infinito. In questo caso è l`ex ministro degli Esteri a cominciare un`offensiva che sarà tutta in crescendo fino alle europee del 2009.
E se anche a quell`appuntamento il Pd uscirà perdente, allora partirà l`assalto alla leadership di Veltroni in vista del congresso. Gli sfidanti già sono in campo: Pierluigi Bersani ed Enrico Letta. L`ex sottosegretario ha, infatti, mandato i "suoi" - martedì alla prima riunione di parlamentari dalemiani, già delineata come vera e propria corrente. Che ieri è stata anche battezzata dal diretto interessato. «Non è la mia riunione che avrebbe creato correnti. Nel Pd ci sono molte componenti e questo è ben visibile nell`assegnazione di incarichi a partire dalle cariche nei gruppi parlamentari. Non è una mia invenzione, è una realtà che già esiste» ha spiegato D`Alema riferendosi alla riconferma dei capigruppo Anna Finocchiaro e Antonello Soro, come segno di un patto stretto tra Veltroni e gli ex Popolari.
Insomma, smessi i panni del ministro degli Esteri, D`Alema torna a occuparsi del Pd a tempo pieno annunciandolo dalle telecamere del Tg3 in un`intervista che non è apparsa come un segnale di appeasement al segretario. «Io non devo scrollarmi nessun sospetto di dualismo. Ho delle opinioni politiche che ho espresso. Si è apertauna riflessione sulle ragioni della sconfitta e sul rilancio per il futuro. E io dico la mia». L`ex ministro degli Esteri ha pure declinato l`offerta di partecipare al Governo ombra che Veltroni vuole costituire già oggi o al massimo domani. «Lo presenteremo 48 ore dopo la composizione di quello nazionale, che sta comportando difficoltà e contraddizioni a Berlusconi», aveva detto il segretario mentre, poi, in serata il premier in pectore ha bruciato i tempi.
Oltre al rifiuto di D`Alema c`è stato anche quello di Arturo Parisi, ben motivato: «Avevo consigliato al segretario di non mettere i nomi dell`ex Governo Prodi e quindi, coerentemente, non ne farò parte». Pierluigi Bersani invece sta ancora pensando se fare o no l`ombra di Giulio Tremonti. Sembra, invece, che nella squadra ci sarà Piero Fassino proprio come ministro degli Esteri mentre Enrico Morando subentrerà - in caso di rifiuto di Bersani – a fare da contraltare per l`Economia. Massimo Calearo o Matteo Colaninno sono i candidati per le Attività produttive, si parla di Paolo Nerozzi per il Welfare (ma in lizza c`è pure la Garavaglia) e poi Salvatore Vassallo alle Riforme, Giorgio Tonini all`Istruzione, Linda Lanzillotta alla Funzione pubblica e Semplificazione. Novità anche nella struttura del partito: Goffredo Bettini dovrà fare posto a Beppe Fioroni nella organizzazione del Pd. E anche questa è una sigla al patto tra veltroniani ed ex popolari: il ridimensionamento di Bettini. Infine, Romano Prodi: nelle due ore di colloquio con Veltroni ha confermato che lascerà la presidenza del Pd ma ha assicurato che continuerà a «stare dentro i processi» del partito. Un`altra mina vagante.





































